Bonus Zes per assunzioni over 35 nel Mezzogiorno

In Gazzetta Ufficiale, l’8 marzo 2025 è stata pubblicata la versione del testo approvata dalla Corte dei Conti per quanto concerne il “Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES unica”. Tale misura non ha comportato modifiche rispetto a quella precedente introdotta dall’art. 24 del Decreto-Legge 7 maggio 2024, n. 60 e convertita con modificazioni dalla Legge 4 luglio 2024, n. 95. Si tratta, dunque, di un esonero contributivo per i datori di lavoro privati, finalizzato a incentivare l’occupazione nelle aree del Sud Italia in quanto soggette a difficoltà economiche e sociali. In effetti, tale beneficio prevede un’esenzione totale del versamento dei contributi previdenziali (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’ INAIL) a carico dei datori di lavoro privati che occupano fino a dieci dipendenti nel mese di assunzione e per un periodo massimo di 24 mesi. Importante è da sottolineare che l’esonero contributivo è soggetto a diverse condizioni:

Vincolo territoriale: Il lavoratore deve svolgere la propria attività in una delle Regioni della Zona Economica Speciale (ZES) del Mezzogiorno. (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.)

Vincolo di età: L’esonero è riservato ai disoccupati di lungo periodo di età superiore ai 35 anni. Per i giovani sotto i 35 anni, è previsto un bonus maggiore per le assunzioni nella ZES (da 500 a 650 euro).

Vincolo sui licenziamenti: I datori di lavoro non devono aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti. In caso di licenziamento, l’esonero sarà revocato.

Rispetto delle normative. l’impresa deve rispettare le leggi sul lavoro, la salute, la sicurezza e la regolarità contributiva (DURC), e applicare contratti collettivi nazionali o aziendali. Poiché si tratta di un esonero totale, non è cumulabile con altre agevolazioni, ma può essere combinato con la maxi-deduzione per nuove assunzioni (fino al 2027). Le imprese possono iniziare le assunzioni e aspettare le istruzioni INPS per inviare la richiesta online, indicando i dati dell’impresa, del contratto, della retribuzione e della sede di lavoro. L’INPS controllerà i costi dell’esonero contributivo e, ogni tre mesi, invierà ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia i dati sulle domande approvate e sulle spese sostenute. Se i fondi disponibili non bastano, l’INPS bloccherà nuove domande e informerà le autorità. Per evitare abusi, il decreto prevede controlli e sanzioni. Se un’azienda usa l’esonero senza averne diritto, dovrà restituire i contributi non versati e pagare le sanzioni previste. Le verifiche saranno fatte da INPS, Ministero del Lavoro e Ispettorato del Lavoro per scoprire eventuali irregolarità.